воскресенье, мая 19

Целая пачка разноязычных ревью

Дабы не плодить кучу сообщений, все ревью на Drunken Tales за последнее время одним пакетом:

Az orosz Evoke Thy Lords a kontinensnyi ország, pontosabban a szibériai Novoszibirszk városának szülötte. Második lemezükön éteri pszichedeliából, post-metalból, doomból és sludgeból szőnek részeges történeteket, melyek hangzását a fuvola hangja teszi egyedivé. BandCamp-oldaluk szövege szerint az album hatására az ETL az orosz doom mozgalom prominenseinek egyikévé kezdi magát kinőni - úgyhogy itt az alkalom, hogy egy újabb remek bandát ismerjünk meg.

Geen dronkemansliederen of de Marie Louise hier te bespeuren!

Integendeel : dit Russische combo brengt een heel interessante mix tussen psychedelisch groovende doom in de stijl van Yob en Sleep en vintage retro folkrock. De nummers zijn grotendeels instrumentaal waar een grote rol is weggelegd voor zweverige dwarsfluiten die het folky aspect benadrukken. Net als je denkt per ongeluk een plaat van Fairport Convention of Pentangle te hebben opgelegd, smijten ze er een loodzware rif tussen met zo’n lekkere stonergroove. Af en toe moet ik ,vreemd genoeg, zelfs denken aan Alice in Chains. Zeer origineel en een leuke afwisselling voor al die mensen die denken dat je met folkinvloeden in de metal automatisch uitkomt bij halfzacht, pseudoromantisch gezwijmel.
Num passado não muito distante, foi formado na Russia mais uma entre muitas bandas de Gothic/Doom Metal. Anos se passaram e eles debutaram com o bom Escape to the Dreamlands e na sequência lançaram um split intitulado Twofaced com a banda Riders on the Bones.

Esse split ainda mantinha em sua sonoridade aquele Gothic/Doom mas apresentava um algo a mais.
Eis que chegamos a esse novo material intitulado Drunken Tales, e o que ouvimos aqui, segundo rótulo do selo trata-se um “Psychodelic Doom Metal”, o que nada mais é do que um Sludge/Doom.
Talvez a parte psicodélica fique a cargo das passagens de flauta de Irina Drebushchak que dão um toque viajante para as músicas.

A música de abertura Routine of Life, serve como uma amostra do que nos espera esse álbum, pois além das já citadas passagens de flauta, encontramos andamentos arrastados, ora intrincados (vide a bateria swingada de Alexandr Mironov), ora pesados, onde podemos sentir o peso do baixo do também vocalista Alexey Kozlov.

Dirty Game começa com um belo trampo das guitarras de Yury e Sergey, onde novamente a linha de flauta se faz presente, levado o ouvinte para longe. Uma coisa que podemos notar no trabalho deles, pelo menos nesse álbum, que as letras não são muito extensas, o que dá uma ênfase muito maior no instrumental.

Down the Drain é a faixa mais curta com pouco mais de 7 minutos, e seu início traz consigo uma certa influência stoner. Apesar de manter o peso das guitarras, próximo ao meio da faixa, temos um riff numa linha Sabbathica que poderíamos imaginá-lo em qualquer álbum que o mr. Iommy teria composto.

Dregs segue numa linha jazzistica, sendo carregada pela linha de flauta deixando totalmente chapado o ouvinte, e lá pelo final que a pessoa se toca que essa faixa não possui vocal e devido a massa sonora que ela produz, nem fez falta.

E para finalizar essa caminhada pelo psicodelia, Cause Follows Effect. A única faixa que traz um vocal feminino, lembrando de longe sua antiga sonoridade. E na metade dela temos aquele clima característico do Type O Negative, guitarra pesadíssima, linha de teclado dando o clima e bateria extremamente lenta.

Para quem procura algo diferente para escutar, eis a banda que procuravam. Evoke thy Lords: guardem bem esse nome.


Pas facile d'être un groupe de Metal quand on est installé en Sibérie.

C'est du moins ce qu'on peut en déduire du délai entre le premier album de EVOKE THY LORDS, « Escape To The Dreamlands », paru en 2008 (et même 2007 en autoproduction) et son successeur « Drunken Tales » qui nous parvient cinq ans après.

Ce hiatus a permis au groupe d'évoluer nettement, de terminer sa mue (sans parler de l'imagerie et des textes, passés de Lovecraft au psychédélisme). Initialement, EVOKE THY LORDS pratiquait un Doom Metal parsemé d'éléments gothiques mais également marqué par des particularités moins répandues, comme l'usage d'une flûte. Dorénavant, ces éléments sont fondus dans un épais substrat Stoner. Avec de surcroît des touches relevant du Rock progressif des années 70 (toujours cette flûte), voire du Space Rock cher à HAWKWIND.

Il faut imaginer des rythmiques épaisses, sous tendues par un groove pachydermique Les riffs ne sont pas moins lourds ni arasants, parfois porteurs d'un héritage Rock 70's ; les guitares se permettent cependant des incartades mélodiques fréquentes. Le chant est demeuré caverneux et inamical. La flûte parcourt cet océan électrique comme une Dame blanche viendrait hanter les couloirs d'un château médiéval. Tout ce beau monde s'ébat au rythme implacable de tempos lents, de structures tortueuses, d'ambiances contrastées (partagées entre séquences oppressantes et passages plus bucoliques).

Là où d'innombrables formations actuelles se contentent trop souvent de tenter de ressusciter le Hard Rock des années 70, EVOKE THY LORDS plonge l'héritage Hard et Prog dans un bain Stoner et Doom (avec un âpre fumet Sludge), pour au final obtenir une mixture assez singulière, totalement charmeuse et persuasive, délicieusement lourde et lysergique.

Fa sempre piacere constatare lo sviluppo e la crescita di nuove realtà musicali, soprattutto in quelle zone del globo che sono considerate, diciamo, “meno famose”. Mi trovo ad accogliere con molto piacere la notizia del secondo album gli Evoke Thy Lords, giovanissimo gruppo ancora a livello “embrionale” proveniente dalla città di Novosibirsk in Russia, Paese che qualche tempo fa aveva fatto parlare di se per la volontà di voler censurare, se non addirittura vietare, la diffusione dell’heavy metal in diversi paesi e città.
Questo quintetto è formato rispettivamente da Sergey Vagin e Yuri Kozikov alle chitarre, Alexander Mironov alla batteria, Alexey Kolov come bassista e cantante e per finire Irina Drebushchak al flauto.

La band russa ha pubblicato il suo primo full-lenght cinque anni fa, un lavoro che appariva agli occhi di tutti come un progetto doom/death con forti influenze gothic simili a My Dying Bride, The Gathering e Draconian, tanto per menzionarne alcuni. Nei primi mesi del 2013 escono di nuovo sul mercato con la loro seconda produzione intitolata Drunken Tales, e già dal titolo si possono capire tante cose riguardo a una evidente metamorfosi che questa band ha subito nei primi anni di vita. Comparando i due dischi saltano subito all’occhio alcune differenze:

- Il logo del gruppo, più complesso e articolato nella sua grafia.
- L’artwork, meno tetro e oscuro del primo, raffigurante un astronauta (uguale in tutto e per tutto a quello che ha reso famosa la simbologia dei grandissimi Sleep) che beve whisky seduto al bancone di un bar... Questo è lo Stoner!

La mutazione non ha colpito solo la parte visiva ma anche quella sonora, come dimostra la opening Routine Of Life, che del vecchio stile preserva solo un carnoso e gutturale cantato in sottofondo che ricorda molto quello dei tedeschi Ahab. Il brano presenta una struttura iniziale molto solida che procede con passo spedito; nella parte centrale è il flauto a spezzare la monotonia, donando vera e propria linfa vitale con la sua melodia, animando anche la parte finale con il suo tocco a limite del “fiabesco”.
Tutto un altro paio di maniche per Dirty Game: un'introduzione soave e melodica che mantiene calda e sulfurea l’atmosfera offerta sin ora, con un timido e fugace accenno di rantoli in sottofondo.
In Down The Drain la performance vocale si fa sentire un po’ di più, curandosi di mantenere sempre i decibel al minimo e lasciando così campo libero all’ispirazione della flautista che sfocia in ogni punto del brano. Molto bella la scelta di chiusura di questo pezzo, che vede convogliare tutti gli strumenti in un vortice di suoni distorti e aggraziati al tempo stesso.
Avvio in chiave soft anche per Dregs, la quale sboccia in un ampio crescendo di sferragliate doom pesanti al punto giusto, e conclusa analogamente alla precedente.
La bonus track dal nome Cause Follows Effect si differenzia completamente dal resto dell’album, caratterizzata com'è da un cantato profondo e aggressivo e da una base musicale dalle radici più death Metal, con in più il sempre presente supporto del flauto e il chorus di voce femminile.

Drunken Tales è indubbiamente un discreto passo in avanti verso il miglioramento di questo quintetto russo, che ha provato a unire i riff doom/stoner ad una performance vocale death che sembra provenire direttamente dai meandri più profondi dello spazio, ma che nella maggior parte dei casi però non ha avuto il giusto rilievo arrivando ad essere quasi “marginale”. Da lodare invece l’eccellente lavoro svolto dalla flautista/corista che, con le sue pennellate astratte qua e là, riesce a infondere quell’energia calda, in stile - Shape Of Despair - senza la quale i pezzi sarebbero risultati decisamente più fiacchi.
Un disco intriso di armonia e traboccanti contaminazioni che cercano di coesistere al fine di generare un prodotto finale che sia differente dal solito stoner, caratteristica questa che spesso si trasforma in un'arma a doppio taglio, dividendo i gusti e i pareri dei fan più “tradizionalisti” da quelli più “sperimentalisti”.

Une transformation vers le Doom Stoner réussie

Étrange cheminement que celui des russes d'Evoke Thy Lords.. créé en 2002 à Novosibirsk, ville la plus importante de la Sibérie, le groupe sort un premier album en 2008, officiant alors dans un Metal gothique d'assez bonne facture. Cinq ans plus tard la formation nous propose donc ce second album, marqué par un important changement de cap, le groupe jouant désormais du Doom Stoner ! Une métamorphose assez étonnante, le rapport entre le gothique et le stoner ne sautant pas vraiment aux yeux, à l'exception de leurs liens respectifs avec la scène Doom. Une métamorphose potentiellement sujette à polémique aussi, l'aspect opportuniste de la chose pouvant être débattue (disons le franchement, le psychédélique marche plutôt bien ces derniers temps). Une question sur laquelle je laisserai chacun se faire son avis, la qualité du résultat compensant à mes yeux tout questionnement à ce sujet.

La particularité de ce Drunken Tales, c'est que le groupe inclue dans son Doom Stoner certains éléments venus des débuts du groupe. Le chant d'abord: le growl d'Alexey Koslov, bien que relativement peu mis en avant au sein des morceaux de manière à privilégier l'aspect instrumental, est un témoin intéressant des influences Doom Death de la formation. On remarquera tout particulièrement le morceau final, Cause Follow Effect (légèrement plus vieux que les autres compositions de l'album puisque présent sur la compilation Doom-Art.ru 2009 et d'ailleurs considéré comme un morceau bonus dans l'album), où le growleur officie dans un registre plus guttural et moins éraillé, proposant au passage un gain d'agressivité toujours bienvenue.

De même la présence d'une flûtiste, point important du premier album, est ici aussi une particularité très mise en avant. Son instrument (une flûte traversière pour être précis) "adoucie" fortement la musique d'Evoke Thy Lords, qui de fait ne plaira sans doute pas aux personnes recherchant avant tout dans le genre la crasse et le stupre mais ravira les amateurs de mélodies efficaces et enchanteresses.. de même, cette flûte a un rôle non négligeable dans la dimension progressive de l'album, réellement très marquée. Ce coté rock progressif, travaillé et bien foutu, est d'ailleurs un des attraits de l'album, qui ne lasse à aucun moment malgré la longueur des morceaux. Une musique riche donc, mais qui n'oublie ni la lourdeur ni le groove, et conserve une efficacité appréciable en la matière.

On remarquera enfin sur le morceau bonus précité la présence d'une chanteuse, techniquement loin des envolées lyriques de la demoiselle présente sur le premier album mais s'intégrant bien au genre pratiqué ainsi que de quelques nappes de claviers, accompagnant la montée en puissance du growl et donnant un coté étonnement épique plutôt bien vu, tout en restant nuancées.

Au final, pas vraiment de réel défaut à signaler. Le groupe sibérien parvient à se créer une certaine personnalité dans un genre très fréquenté, bien que sans innover sur le fond. Certains regretterons sans doute le coté très mélodique et progressif, mais il s'agit alors d'une question de goût et non de qualité. Evoke Thy Lords nous offre un album composé avec talent, quelque part entre Blood Ceremony et Ramesses, une transformation réussie donc...

Evoke Thy Lords\2013 - Drunken Tales (Новосибирская банда, смесь психоделик стоунера с флейтой - великолепно. Хороший вокал бы сюда, но вокалистов в России похоже нет и не будет еще долго. Скудное порыкивание звучит органично, но это не то. В целом альбом звучит как одна большая песня, во многом из-за флейты, мелодий и ходов не хватает, но до чего ж чарующе а! Очень круто, не ожидал, 4+/5)

Evoke Thy Lords (Russia, Novosibirsk) gathered in 2002 and, at first, moved in the rut of many Russian Death/Doom bands playing in that unpopular genre for a few years. It took them a long time to record their first album 'Escape to the Dreamlands ', which was released in 2008 and consisted mostly of slightly Gothic Death/Doom with one specific feature – amidst all instruments there was flute which give some original touch to Evoke Thy Lords stuff. In 2009, the band released new but already overtimed stuff on the split album “Twofaced” with another project of multi-instrumentalist Lefthander - Riders On the Bones. The same year the band took part in another Doom-Art.ru compilation with a remarkable outstanding composition 'Cause Follows Effect'. It was an intellectual and deep psychedelic Sludge with some jazz savour and a great portion of experimental stuff. Now, that was unexpected and quite a pleasant surprise that set the wheels in motion...

And the motion was wasted for quite a long time. Recording for the new album of reborn Evoke Thy Lords was finished only in the fall of 2012, when I interviewed HERE in Doommantia Aleksey Kozlov (bass, vocals). After listening to the new pieces I really hoped that the band would soon find the way to release them. Indeed, shortly after our talk the album was released by Solitude Productions. Guess this label is the best choice for a Russian doom band.
Well, you may figure out some conclusions about the renewed sound of ETL by the album's cover. Although, it's a pity that the cover theme has no further expansion in the humble booklet, you may find the whole lot of new ideas in the CD content. This cosmic to the core, moderately heavy, melodic trance doom is unique not only for Russian scene. I bet, you won't find anything comparable in the whole huge doom world. To my joy, the band threw away all that rancid grandma's Doom/Death leaving from the old ETL only the flute and aimed at some extra heavy psychedelic Stoner Doom with a tint of Sludge.

'Drunken Tales' includes four new pieces and a bonus track - that very 'Cause Follows Effect' which has become the heaviest track on the album. The leading role now belongs to hypnotic acoustic passages accompanied by flute as the cyclic nature of the music and it's 'acidity' reminds me of My Sleeping Karma. Another leading element on the album is the solid groovy guitar riffing, relaxed yet heavy. In the new music of ETL, there is a place for some stoner and even for post-metal ('Down The Drain'); improvisation parts and flute remind of a certain jazz nature of some elements. But everything come with it's price, and now there is no too much place for vocals. The growl is intentionally placed in the background so that it couldn't distract you from the melody. Now it's only one of the instruments and plays rather a supporting role.

'Routine of Life', 'Dirty Game', 'Down The Drain', and 'Dregs' are overwhelmingly good. They engage my attention and hypnotize me with the tune. Rythm and pulse resonate with the entire body. But I have to admit, that it's hard to address an individual description to each track. First of all, all tracks sound so authentic that it's hard to classify them. Of course, you may call it a 'Sludge version of Jethro Tull', but that would be only because of the flute. Second of all, all tracks are great, but to the equal degree of greatness. It's not a flaw, but it makes it harder to describe the album in details. The only standing out track is 'Cause Follows Effect' which was recorded in 2009. It sounds heavier, more aggressive and greasy. Nevertheless, that's the only track where you may hear some female vocals. Damn… I was totally enchanted with the recurrent phrase 'something wicked this way comes..' It’s magic… Follow the tune, follow the flute… Follow the flute I say!

Although they cheeped out on the bonus track, Evoke Thy Lords have done a great job. 'Drunken tales' demonstrate original edgy and almost god-inspired music. Let the music flow from one track to another, and you'll get lost in the depths of improvisation. I like it and I want more of it. What's even more important, the band has found a generous place for creative experiments. I would expect further experiments with instrumental sound, vocals and other stuff. The only thing that I worry about is that we may have to wait too long for the next Evoke Thy Lords album, time shall tell…

You all know how much I LOVE Solitude Productions!!! And right now, I just got a batch of 15 of their newest titles... Folks, THIS band right here reminds me of a doomier Pan-Thy-Monium... And THIS band right here is ALSO the reason why I'm having trouble getting through the rest of my batch 'o goodies (from Solitude AND Hell's Headbangers)... Not to fear, new songs will pop up this Sunday and the next radio show, however enjoy this crowning glory from EVOKE THY LORDS from Russia...
THEY GOT FLUTES!!!! FLUTES!!!!!!!! What more do I need to say!?!?

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